In merito alle dichiarazioni dell’assessore regionale Mario Falcone contro la ipotesi di fusione CAS ANAS, per la gestione della rete autostradale siciliana, intervengo per suggerire alcuni spunti di riflessione.
La fusione avrebbe molteplici aspetti positivi da non sottovalutare.
Nel resto d’Italia il modello che si sta sviluppando è proprio quello della creazione di società miste tra Regione e Anas al fine di rendere più qualificata ed economica la gestione di importanti reti di trasporto.
Questo modello, se venisse applicato anche da noi, consentirebbe una ottimizzazione dei risultati gestionali. Per fare un esempio, sopperirebbe alla carenza di personale tecnico del CAS che, in passato, ha reso necessaria la sigla di una convenzione con Anas. Non solo. La fusione consentirebbe di rendere più omogenea l’interazione tra rete autostradale e rete viaria in genere (e in particolare quella di competenza Anas) e permetterebbe così di lavorare in una ottica dei “percorsi” che rappresentano la visione “moderna” della rete trasportistica.
Inoltre, la realizzazione di una società mista non sminuirebbe in alcun modo il ruolo della politica regionale alla quale spetterebbe comunque la titolarità di tutte le scelte strategiche e di indirizzo e consentirebbe altresì di avere una gestione più qualificata del servizio, soprattutto oggi alla luce del fatto che il gruppo è Ferrovie- Anas.
Infine, cosa di non poco conto, la società che la regione andrebbe a costituire sarebbe tra le più grandi in Italia a capitale pubblico.
Alla luce delle considerazioni fatte invito l’assessore a riflettere bene su questa ipotesi che rappresenta una grande opportunità che non è il caso di lasciarsi scappare.

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